Ciao Carlo, ho appena finito di leggere il tuo romanzo "Il Falsario di Reliquie" che ha vinto l'edizione 2015 del difficilissimo torneo Ioscrittore (https://www.ioscrittore.it/ Il che prevede che gli stessi autori leggano e giudichino dieci fra le altre opere in concorso. Vincitore assoluto, hai sbaragliato quasi 4.000 concorrenti. Il tuo è un romanzo che si inserisce in un filone classico, il giallo storico, ma, allo stesso tempo, ha una serie di caratteristiche originali: basato su eventi accaduti realmente, la scrittura volutamente moderna, l'accuratezza della lingua e della ricerca. Tra le righe, poi, si legge una rilettura critica della storia e della contemporaneità. Sono andata troppo oltre?

 

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Il Fattore Umano

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16/09/2019, 19:01



Il-figlio-del-matematico-e-le-monete-d’argento-(anonimo)


 



Una volta viveva un grande matematico in un villaggio fuori Ujjain. 
Egli era spesso chiamato dal suo re per consulenze su questioni relative all’economia. La sua fama si era diffusa a Taxila nel Nord e a Kanchi nel Sud. 
Quindi fu molto dispiaciuto quando il capo del villaggio gli disse: "Sarai un grande matematico che consiglia il re su questioni economiche, ma tuo figlio non distingue il valore dell’oro o da quello dell’argento."
Il matematico chiamò il figlio e gli chiese: "Che cosa è più prezioso l’oro o l’argento", "l’oro", rispose il figlio. 
"Questo è corretto. Perché è allora il capo del villaggio si prende gioco di te, e sostiene che non conosci il valore dell’oro o dell’argento? Mi prende in giro tutti i giorni davanti agli altri anziani del villaggio come padre che trascura il proprio figlio. Questo mi fa male. Sento che tutti nel villaggio stanno ridendo alle mie spalle perché non sai se è più prezioso, l’oro o l’argento. Spiegamelo, figliolo.
Così il figlio del matematico disse a suo padre il motivo per cui il capo del villaggio aveva questa impressione: "Ogni giorno sulla strada per la scuola, il capo del villaggio mi chiama a casa sua. Lì, davanti a tutti gli anziani del villaggio, mi offre una moneta d’argento in una mano e una moneta d’oro nell’altra. Mi chiede di prendere la moneta più preziosa. Io prendo la moneta d’argento. Lui ride, gli anziani sghignazzano, tutti si prendono gioco di me. E poi vado a scuola. Questo accade ogni giorno. È per questo che ti dicono non conosco il valore dell’oro o dell’argento.
Il padre era confuso. Suo figlio conosceva il valore di oro e argento, ma quando gli veniva chiesto di scegliere tra una moneta d’oro e una d’argento prendeva comunque la moneta d’argento. 
"Perché prendi la moneta d’argento?" Chiese. 
In risposta, il figlio portò il padre nella sua stanza e gli mostrò una scatola. Nella scatola c’erano almeno un centinaio di monete d’argento. 
Rivolgendosi a suo padre, il figlio del matematico disse: "Il giorno che prendessi la moneta d’oro il gioco si fermerebbe. Loro smetterebbero di divertirsi e io smetterei di fare soldi ". 

Perla di saggezza: A volte nella vita, dobbiamo accettare di sembrare poco intelligenti, perché a qualcun altro fa piacere. Questo non significa che si perda nel gioco della vita. Significa solo permettere ad altri di vincere su un campo di gioco, mentre noi vinciamo su un altro campo gioco. Dobbiamo scegliere quale campo conta per noi e quale no.
02/09/2019, 18:43



Il-benessere---la-chiave-per-produttività-e-qualità-nelle-organizzazioni
Il-benessere---la-chiave-per-produttività-e-qualità-nelle-organizzazioni


 



Il rientro dalle ferie è difficile ma lo è ancora di più perché in molti casi le persone non sono in condizioni di benessere. Ma perché il benessere è importante e perché tutti dovremmo (pre)occuparcene?

Perché le aziende in generale e i responsabili risorse umane, in particolare, dovrebbero occuparsi del benessere del luogo di lavoro?

Tra le altre cose, perché è etico, perché preferiamo avere a che fare con persone serene e felici piuttosto che con persone stressate e frustrate, perché il malessere ha effetti negativi. Ma non è l’unico motivo.

Ci sono ragioni sostanziali, legate alla produttività, che Wanda Krause illustra in un articolo, basato su alcuni studi interessanti. 

Ad esempio: che hanno in comune il Lussemburgo, la Norvegia, la Svizzera, i Paesi Bassi, la Germania, la Danimarca e la Svezia? Sono i sette paesi che hanno il minor numero di ore lavorate e sono tra quelli con il più alto livello del PIL. Partiamo dunque dalla constatazione che i paesi che hanno il più alto livello di produttività sono quelli con gli orari lavorativi più brevi.
Eppure, sottolinea l’articolo, viviamo ancora in una cultura in cui ci si vanta di lavorare molto e dormire poco senza considerare che è ampiamente dimostrato che un’attività eccessiva è correlata a prestazioni inferiori.

In particolare, ci sono una serie di fattori la cui cura è fondamentale per una migliore produttività. 

Sonno ed efficacia mentale


In uno studio condotto su SLEEP, Cheri Mah, un ricercatore della Stanford Sleep Disorders Clinic and Research Laboratory, ha dimostrato che i giocatori di pallacanestro a livello di élite college hanno migliorato le prestazioni in partita aumentando la quantità di tempo di sonno totale. I giocatori che hanno dormito di più hanno visto aumentare i loro tiri liberi del 9% e il tiro da tre punti del 9,2%. 

La Krause cita il CEO di Amazon, Jeff Bezos: "Prendere un numero limitato di decisioni chiave è più importante che prendere un gran numero di decisioni. Se si riducono le ore di sonno, si possono ottenere un paio di ore ’produttive’ extra ma quella produttività potrebbe essere un’illusione. Quando parliamo di decisioni e interazioni, la qualità è solitamente più importante della quantità."

Anche il Chief Human Resource Officer di LinkedIn, Pat Wadors in un’intervista del 2015 avrebbe dichiarato: "Fidatevi di me, non è un distintivo d’onore vantarsi di poter andare avanti per 4 ore o 5 ogni notte ... Tu dici che con meno ore sprecate dormendo sei più produttivo. No. Non ci credo. Quando ci si vanta di questo, si sta dicendo che è giusto per noi nuocere alla nostra salute e non dare il meglio al lavoro o a casa. È qualcosa di cui essere fieri? " (In Huffington: 2016).

Il buon funzionamento cognitivo, compreso il processo decisionale in condizioni di incertezza, è direttamente correlato al sonno (Killgore, Balkin, Wesensten: 2006). Una buona funzione cognitiva è fondamentale per una buona leadership e performance.Arianna Huffington (2017) sostiene, "Se le prestazioni nel tuo lavoro o nella tua vita implicano concentrazione, attenzione, capacità decisionale, di apprendimento, produttività, creatività, il sonno può essere efficace quanto un tonico per la mente." 

Senso di rilevanza


Nel Training Journal, Derek Mowbray aggiunge: "Gli ingredienti per sentirsi bene girano attorno ad avere uno scopo nella vita, sentire il successo personale e la felicità in rapporto a una serie di elementi chiave: relazioni, risorse, ambiente, crescita personale, controllo personale e altri elementi che gli individui ritengono importanti per loro" e aggiunge, "se [le persone] non possono focalizzarsi e concentrarsi sul completamento di un compito, non stanno funzionando in modo efficace".D’altro canto questo è stato più volte rilevato ed è uno dei nuclei della teoria di Daniel Pink (Drive, 2010). 

Esercizio fisico


Oltre alla sua ricerca approfondita, Caroline Mbaabu cita numerosi studi condotti nei luoghi di lavoro per monitorare le prestazioni degli individui impegnati in attività di benessere sul luogo di lavoro e ha rilevato che "la maggior parte dei dipendenti che hanno partecipato a programmi di fitness hanno prestazioni superiori alla media, tassi di assenteismo inferiori, maggiore impegno al lavoro e minore turnover".Alcune delle sue ricerche hanno mostrato sostanziali aumenti delle prestazioni. Secondo Mowbay le persone che si sentono bene fisicamente di solito si sentono maggiormente in grado di controllare se stesse ed è questo che determina l’incremento del livello delle prestazioni. 

Creatività


C’è una dimensione critica per la produttività: la creatività. La creatività non si ottiene lavorando molte ore per terminare i compiti e capire le cose, ma richiede invece tempi intermedi che consentano al cervello di vagare e alla persona di riflettere. Una strategia chiave che supporta il benessere e le prestazioni è quella di lavorare a scatti di concentrazione intensa e di godersi i tempi morti. Hardy aggiunge: "Quando lavorate, siate al lavoro. Quando non lavorate, smettete di lavorare. Distogliendo la vostra mente dal lavoro e recuperando, otterrete incredibili innovazioni sul lavoro." 

Burnout


Nella Harvard Business Review, Ron Friedman afferma che dobbiamo ripensare al motivo per cui stiamo staccando alla fine della giornata. Non è solo per il nostro beneficio personale ed egoistico, ma è qualcosa che può aiutarci a essere più efficaci sul lavoro. Sottolinea che le persone che non staccano, le persone che controllano costantemente le loro e-mail la sera e nei fine settimana, sono quelle che tendono ad essere meno motivate un anno dopo, perché sono esaurite. Hardy sottolinea inoltre: "quello che fai al di fuori del lavoro è altrettanto significativo per la produttività, quanto quello che fai mentre lavori." Se i leader possono favorire il supporto nell’organizzazione, possono anche lavorare per costruire la giusta mentalità e cultura per sostenere il benessere dell’individuo al di fuori del lavoro. 

Supporto sociale


Come possiamo garantire un approccio globale al benessere e raggiungere l’obiettivo di rendimento sul posto di lavoro? Una formula, dice la Krause, è la creazione di una comprensione condivisa dei benefici del benessere non solo per la propria vita ma per il miglioramento di coloro che condividono la vita con un team e per il bene dell’intera organizzazione. Quindi, un’altra chiave include il sostegno che un’organizzazione può creare per tutti per praticare il benessere e che deve necessariamente essere messa al di là delle politiche organizzative incoraggiando il sostegno reciproco e le reti tra i dipendenti. 

Cultura organizzativa


Tutte le culture sono basate su sistemi di valori e per creare un cambiamento sono fondamentali un obiettivo comune, il supporto organizzativo e sociale e la disciplina, fino a quando il benessere non sarà diventato un valore in sé. Per questo cambiare la cultura è fondamentale e la cultura si cambia attraverso i comportamenti positivi e il loro attivo rinforzo. Quale può essere, in tutto questo, il ruolo dell’HR? Sensibilizzare, creare obiettivi, definire strategie e monitorare piani e indicatori di produttività e qualità, incoraggiare la cultura del risultato e scoraggiare quella del tempo come misura di dedizione e motivazione.Il benessere delle persone può essere la leva competitiva fondamentale per rispondere alle sfide del presente e, favorendo l’innovazione e la creatività, prepararci a un futuro sempre più difficile da prevedere. 


15/07/2019, 17:44



L’Amore-e-la-Follia-(fonte-ignota,-almeno-a-me)


 



Una storia che rappresenta una metafora illuminante, soprattutto per l’innamoramento, l’amore ci vede benissimo, e sceglie di amare quello che vede.

Si racconta che una volta, tanto tempo fa, tutti i sentimenti, le qualità e i difetti dell’uomo si riunirono. 

Dopo che la Noia aveva sbadigliato per l’ennesima volta la Pazzia propose di andare a giocare a nascondino.
La curiosità chiese: -A nascondino? Come si fa?
- È  un gioco -, spiego’ la Follia, - io mi copro gli occhi e incomincio a contare fino a un milione. Voi intanto Vi nascondete e quando non c’è più nessuno in giro e io ho finito di contare, il primo di Voi che trovo rimane al mio posto a fare la guardia per continuare il gioco. -

L’Entusiasmo ballò seguito dall’ Euforia, dall’Allegria e fece tanti salti che finì per convincere il Dubbio e l’Apatia, la quale non aveva mai voglia di fare nulla. 
Ma non tutti vollero partecipare... 
la Verità preferì non nascondersi; la Superbia disse che era un gioco molto sciocco e la Codardia preferì non rischiare.

- Uno, due, tre... - incominciò a contare la Follia
La prima a nascondersi fu la Pigrizia, che si nascose dietro la prima pietra del cammino. La Fede salì in cielo e la Invidia si nascose dietro l’ ombra del Trionfo che era riuscito a salire in cima all’ albero più alto. 
La Generosità invece non riusciva a nascondersi, ogni posto che trovava lo lasciava ai suoi amici. 
Un lago cristallino? Ideale per la Bellezza.
Un cespuglio? Perfetto per la Timidezza. 
Un soffio di vento? Giusto per la Libertà. 
Finché la Generosità decise di nascondersi dietro un raggio di sole. 
L’Egoismo invece si prese subito il posto migliore e superconfortevole, tutto per lui. 
La Bugia si nascose... veramente non si sa dove, la Passione e il Desiderio si nascosero nel centro di un vulcano. La Dimenticanza... non ce lo ricordiamo! 
Quando la Follia arrivò a contare fino a 999.999, l’ Amore ancora non aveva trovato un luogo per nascondersi, perché erano tutti occupati. Alla fine vide un roseto e decise di nascondersi lì, fra le bellissime rose.

- Un milione!!! - disse la Follia che iniziò a cercare. 

La prima a farsi scoprire fu la Pigrizia. Poi la Fede, poi la Passione e il Desiderio, che aveva sentito vibrare dentro il vulcano. Trovò poi l’Invidia che si era nascosta dove stava il Trionfo
Camminando, vicino al lago trovò la Bellezza; poi il Dubbio, il quale non aveva ancora deciso dove nascondersi.
E poi uno dopo l’altro incontrò tutti gli altri, tranne l’Amore
La Follia iniziò a cercarlo dietro a ogni albero, sotto il ruscello, in cima alla montagna... e quando fu al punto di darsi per vinta, vide il roseto e iniziò a muovere i rami, quando allo improvviso si sentì un doloroso grido. 
Le spine avevano ferito negli occhi l’Amore
La Follia non seppe cosa fare e come chiedergli scusa. Pianse, pregò implorò e chiese perdono. 

Da allora, da quando per la prima volta sulla terra si giocò a nascondino: l’Amore fu cieco e la Follia non lo lasciò mai più.


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