Ciao Carlo, ho appena finito di leggere il tuo romanzo "Il Falsario di Reliquie" che ha vinto l'edizione 2015 del difficilissimo torneo Ioscrittore (https://www.ioscrittore.it/ Il che prevede che gli stessi autori leggano e giudichino dieci fra le altre opere in concorso. Vincitore assoluto, hai sbaragliato quasi 4.000 concorrenti. Il tuo è un romanzo che si inserisce in un filone classico, il giallo storico, ma, allo stesso tempo, ha una serie di caratteristiche originali: basato su eventi accaduti realmente, la scrittura volutamente moderna, l'accuratezza della lingua e della ricerca. Tra le righe, poi, si legge una rilettura critica della storia e della contemporaneità. Sono andata troppo oltre?

 

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Il Fattore Umano

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18/10/2018, 20:28



Mio-padre-era-a-Cefalonia


 



Mio padre era a Cefalonia l’8 settembre.
Ha visto il mondo crollare e sgretolarsi davanti ai suoi occhi.
Era riuscito a unirsi ai partigiani in Grecia ed era tornato a casa, alla fine, un mucchio di ossa e di nervi tenuti insieme dalla voglia di vivere, dalla rabbia e dalla paura.
Mio padre non parlava volentieri della guerra. 
Quando ero una bambina, io tutta ossa e lentiggini, mi mettevo davanti a lui e cercavo di convincerlo a raccontarmi la sua affascinante vita di fuggiasco.
Lui spesso cedeva, per non deludermi, e qualche volta i ricordi lo facevano sorridere, altre volte diceva che non voleva parlare della guerra, che preferiva dimenticare.

Oggi è l’8 settembre e la strage di Cefalonia è una pagina della storia che vorremmo strappare. Ma io non riesco a togliermi dagli occhi l’immagine della foto di mio padre, appoggiato a un veicolo militare, in mezzo agli altri soldati, col suo sguardo sornione e il sorriso languido, che mi piacerebbe aver ereditato.
E vorrei chiedergli ancora: come è stato?
E fargli le domande che allora non mi venivano in mente, sulla fedeltà alla patria fino alla morte, sul senso del tradimento e su come lui ha vissuto quelle ore terribili. 
Vorrei dirgli che è passato e, allo stesso tempo, vorrei sentirmi dire da lui che passerà.

O forse, semplicemente, oggi è l’8 settembre e io penso a mio padre. 

E mi manca ancora.


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