Ciao Carlo, ho appena finito di leggere il tuo romanzo "Il Falsario di Reliquie" che ha vinto l'edizione 2015 del difficilissimo torneo Ioscrittore (https://www.ioscrittore.it/ Il che prevede che gli stessi autori leggano e giudichino dieci fra le altre opere in concorso. Vincitore assoluto, hai sbaragliato quasi 4.000 concorrenti. Il tuo è un romanzo che si inserisce in un filone classico, il giallo storico, ma, allo stesso tempo, ha una serie di caratteristiche originali: basato su eventi accaduti realmente, la scrittura volutamente moderna, l'accuratezza della lingua e della ricerca. Tra le righe, poi, si legge una rilettura critica della storia e della contemporaneità. Sono andata troppo oltre?

 

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28/09/2018, 21:01



Anna-Karenina-e-la-resilienza-organizzativa


 



"Tutte le famiglie felici sono simili le une alle altre; ogni famiglia infelice è infelice a modo suo."
"Anche qui non c’è stata nessuna sorpresa. E fede o non fede, non so cosa sia, ma questo sentimento è entrato in me egualmente inavvertito, attraverso la sofferenza, e si è fermato saldamente nell’anima.
Mi arrabbierò sempre alla stessa maniera contro Ivan il cocchiere, sempre alla stessa maniera discuterò, esprimerò a sproposito le mie idee, ci sarà lo stesso muro fra il tempio dell’anima mia e quello degli altri, e perfino mia moglie accuserò sempre alla stessa maniera del mio spavento e ne proverò rimorso; sempre alla stessa maniera, non capirò con la ragione perché prego e intanto pregherò, ma la mia vita adesso, tutta la mia vita, indipendentemente da tutto quello che mi può accadere, ogni suo attimo, non solo non è più senza senso, come prima, ma ha un indubitabile senso di bene, che io ho il potere di trasfondere in essa!"
(Lev. Tolstoj Anna Karenina, traduzione di Maria Bianca Luporini, Sansoni, 1967)
Incipit ed explicit di Anna Karenina uno dei più grandi romanzi di tutti i tempi, tragedia, amore, onore, tradimento, rinascita: possiamo trasformare in positività un evento negativo come ad esempio, un trauma organizzativo?
Che cos’è un trauma organizzativo?
"Una ferita a una organizzazione derivante da un singolo evento o impatto di un accumulo di eventi."; "Una grave sofferenza derivante dallo sperimentare un evento (percepito come) disastroso e fuori dalla gamma dell’esperienza ordinaria"."
In pratica e una spiacevole esperienza che causa un repentino cambiamento rispetto alla normale routine organizzativa per i dipendenti e i manager.
Tra i sintomi e gli effetti più frequenti ed evidenti ci sono:
Eccessivo investimento sulle relazioni all’interno
Stress e trasmissione dell’ansia
Perdita di fiducia, speranza oppure aspettative negative
Caduta di livello di motivazione
Perdita delle persone più valide
L’elaborazione del trauma organizzativo
Si può favorire la resilienza organizzativa, far sì che l’accaduto sia un rafforzamento per l’azienda e costituisca la possibilità di:
Conoscere meglio l’ambiente e se stessi
Evolvere come persona e come leader
Saper gestire meglio eventi futuri sia positivi che negativi
Rafforzare ulteriormente la fiducia in se stessi e nell’organizzazione
Come?
Identificando, in modo condiviso, azioni prioritarie
Facilitando la comprensione dell’esperienza a livello organizzativo
Definendo il trauma e "normalizzando" le risposte collettive e individuali
Creando un senso e una storia comune
Contenendo l’ansia e consentendo l’espressione emotiva
Avendo la capacità di attingere energia dall’esterno se necessario
Un trauma organizzativo può diventare un’occasione per dare un senso, una direzione e un’identità a un’organizzazione, trasformando un passato pesante in una base solida per il futuro.


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